RADIOVATICANA

RADIOGIORNALE

Anno XLV n. 1 - Testo della Trasmissione di lunedì 01/01/2001

Sommario

- Pace e dialogo tra i popoli della terra. Il Papa leva un "accorato appello" stamani in piazza San Pietro, gremita di fedeli per il primo giorno dell’anno, solennità di Maria Madre di Dio e ricorrenza della 34.ma Giornata mondiale della pace.

- All’Angelus, l’auspicio di pace di Giovanni Paolo II per la Terra Santa e un particolare augurio di buon anno al presidente Ciampi e all’Italia. A Gerusalemme, la celebrazione dell'inviato del Papa, cardinale Etchegaray, in occasione della Giornata Mondiale della pace.

- Con un inno alla pace, 80 mila giovani concludono a Barcellona il tradizionale incontro internazionale di fine anno della Comunità di Taizé.

- La figura e il ruolo dei monaci nel terzo millennio: se ne è discusso in un convegno internazionale a Parma. Ai nostri microfoni l’abate del monastero emiliano, dom Cipriano Carini.

- Un bilancio in chiaroscuro per l’euro, nel 2000. Migliori le prospettive per quest’anno. Con noi l’economista Alberto Quadrio Curzio.

- 500 persone aderenti alla setta Falun Gong arrestati oggi dalla polizia cinese, che disperde con la forza una loro manifestazione di protesta.

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DA TAIZE’, 80 MILA GIOVANI

PER PARLARE DI PACE AL MONDO

- Servizio di Giuseppe Lanzi -

Si è concluso a Barcellona il 23.mo Incontro Europeo di Giovani organizzato dalla Comunità di Taizé. Gli 80 mila pellegrini hanno preso parte alla celebrazione eucaristica ed hanno condiviso il tradizionale pranzo di inizio anno con le famiglie che li hanno accolti. Il nuovo anno è stato salutato con delle veglie di preghiera per la pace e con dei momenti di festa nelle parrocchie. Dal capoluogo catalano, il servizio di Giuseppe Lanzi.

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Bilancio assolutamente positivo quello dell’incontro di Taizé. Al di la della mobilitazione del mondo ecclesiale, l’accoglienza nelle famiglie ha coinvolto anche chi non è particolarmente legato a queste realtà; da parte delle istituzioni, sottolineano gli organizzatori, vi è stata una collaborazione completa ed efficace. Dal governo di Catalogna ai municipi locali, dalle Forze Armate ai sindacati, tutti si sono adoperati per realizzare la 23.ma tappa del "Pellegrinaggio di fiducia sulla terra".

Difficile valutare i frutti spirituali di questo incontro. Certo è che, anche a Barcellona come nelle altre edizioni, vedere un così grande numero di giovani con grandi differenze culturali fra loro, appartenenti a diverse confessioni cristiane, che si ritrovano a pregare insieme nella più completa semplicità, accettando con il sorriso le difficoltà che ovviamente si possono presentare, costringe alla riflessione sia i cristiani che i non cristiani. Quello che l’incontro ha rappresentato per ciascuno di questi giovani, e quali responsabilità concrete accetteranno di assumere nelle loro realtà quotidiane, anche questo è impossibile dirlo. Di certo, emergeva nei gruppi di scambio dei giorni scorsi, il confronto con la Comunità di Taizé costringe a riflettere sul fatto che tutti siamo coinvolti nella costruzione dell’unità dei cristiani in una famiglia umana riconciliata.

Dalle prime ore di questa mattina, la macchina dell’organizzazione si è rimessa in moto per sovrintendere - dalle 17 di oggi fino a notte fonda - alla partenza degli ottantamila pellegrini giunti da tutti i Paesi d’Europa. Dalla caduta del muro di Berlino, in grande aumento la presenza di giovani provenienti dai Paesi dell’Est: quest’anno erano 35 mila i partecipanti dall’Europa Orientale. Inoltre quest’anno, all’Incontro europeo, sono stati invitati anche giovani provenienti da altri continenti per condividere assieme ai coetanei Europei questi intensi cinque giorni di preghiera e condivisione. In diversi luoghi della città sono state previste le partenze dei bus a seconda della destinazione; i treni speciali per la Polonia sono distribuiti nell’arco della giornata. Anche dall’aeroporto, continuano le partenze per ogni dove. La lista delle destinazioni dei bus va, per fare qualche esempio, dall’Albania all’Ucraina, passando per la Bielorussia, l’Ungheria, l’Italia, la Scandinavia, la Russia. Alcuni di questi gruppi di pellegrini, si preparano ad affrontare per la seconda volta, dei viaggi di durata fino a quattro giorni ma non si vede nessun timore nei volti di questi giovani.

Pare avere una chiara coscienza di essere parte di qualcosa di vivo ed importante, che potrà essere segno per altre persone. Sembrano davvero rendersi conto di avere la responsabilità della costruzione di un mondo migliore. Pare proprio che abbiano qualcosa da dire e che ricerchino qualcuno che li ascolti e accetti il confronto con loro sulle questioni importanti della vita e su come fare la propria parte.

Da Barcellona, per la Radio Vaticana, Giuseppe Lanzi

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