RADIOVATICANA
RADIOGIORNALE
Anno XLVII n. 1 - Testo della Trasmissione di
mercoledì 1 gennaio 2003
Ieri
sera, i primi vespri della solennità mariana e il canto del Te Deum in San
Pietro.
Il
2003 proclamato dall’Onu “Anno internazionale dell’acqua”. Con noi il prof.
Giampiero Maracchi.
I
vescovi del Costa Rica indicano in un documento le esigenze più immediate delle
loro comunità.
A
Nuova Delhi un seminario su Ghandhi, l’apostolo della non violenza.
150 giovani a Camaldoli per un fine d’anno diverso dal solito organizzato dalla comunità monastica
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IL
CORAGGIO DI COSTRUIRE LA PACE SENZA TIMORE,
NELLA
CERTEZZA DELL’AIUTO DI DIO.
QUESTO
IL MESSAGGIO DI FRERE ROGER AI GIOVANI,
A
CONCLUSIONE DELL’INCONTRO DI PARIGI ORGANIZZATO DALLA COMUNITA’ DI TAIZE’
-
Servizio di Giuseppe Lanzi -
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“Succede spesso che domandiamo a Dio: ‘Dio di
misericordia, quale è la chiamata che mi fai per la vita?’ Dio si aspetta da
ciascuno di noi che cerchiamo, con un cuore umile, di essere per tutta la vita
dei portatori di gioia e di pace, per tutta la vita portatori di una profonda
compassione per gli altri. Di fronte ad una tale chiamata, possono rimanere in
noi dei momenti di esitazione, nei quali diciamo: ‘Ci sono in me delle
fragilità, riuscirò a resistere lungo tutta la vita?’ Allora non dimentichiamo
che anche nei momenti di oscurità, Dio ci ripete sempre: ‘Che il vostro cuore
non abbia timore. Attraverso lo spirito santo io sono con
voi!’”.
Questa
l’esortazione di frère Roger, fondatore della Comunità di Taizé, fatta agli 80
mila giovani partecipanti alla 25.ma tappa del Pellegrinaggio di Fiducia sulla
terra, in corso a Parigi. Una vera e propria chiamata all’assunzione di
responsabilità per la costruzione di una società più giusta e più equa. Durante
questi giorni di preghiera e riflessione, i giovani pellegrini, provenienti da
tutti i Paesi d’Europa, hanno fatto un cammino alla scoperta della vocazione
personale di ciascuno. Nelle parrocchie che li hanno accolti, come nei workshops
tenutisi in diversi luoghi della capitale francese, la diversità delle lingue e
delle culture si è confrontata con la comune chiamata all’essere cristiano e con
la specifica modalità di ciascuno di vivere la propria fede nella realtà ove si
è chiamati a vivere.
Sembrano
avere le idee chiare questi giovani, che non si nascondono le difficoltà e
prendono coscienza dei loro limiti. In una delle catechesi proposte, un fratello
della comunità diceva: “Il dono di Dio è talmente più grande e più forte di
quello che siamo noi, che ci fa prendere coscienza dei nostri limiti umani. Non
è quindi sorprendente se non ci sentiamo all’altezza del dono di Dio, se a volte
esitiamo o non comprendiamo. Possiamo addirittura dire che è un buon segno, a
patto che non ci si fermi a quel punto, paralizzati dalla constatazione della
propria incapacità”. Alla preghiera di ieri sera, oltre a diversi vescovi e
responsabili di chiese evangeliche, era presente alla preghiera l’anziano
filosofo Paul Ricoer.
I
grandi padiglioni della fiera di Parigi accoglieranno ancora oggi due momenti di
preghiera comune mentre il nuovo anno sarà salutato dai pellegrini nelle
parrocchie che li hanno accolti. E’ ormai una bella tradizione dell’incontro
quella di cominciare il nuovo anno con un momento di preghiera per la pace.
Dalle 23 alle 24, in tutte le chiese della regione che hanno accolto i giovani,
risuoneranno un’altra volta e in tutte le lingue i canti di Taizé, sapendo che
la preghiera è una azione concreta contro i pericoli di una guerra che sembra
essere considerata da molti inevitabile.
Domani
la grande macchina organizzativa si rimetterà in moto per permettere, dopo la
celebrazione dell’eucarestia nelle parrocchie, la partenza delle migliaia di bus
con destinazione tutti i paesi europei. Molto quello che si è seminato in questi
cinque giorni a Parigi: da domani, questi stessi giovani, cercheranno di fare
germogliare ovunque i semi di speranza che sono stati
seminati.
Da
Parigi, per la Radio Vaticana, Giuseppe Lanzi
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