RADIOVATICANA

RADIOGIORNALE

Anno XLVII  n. 1 - Testo della Trasmissione di mercoledì 1 gennaio 2003

 

Sommario

 

Attività del Papa e della Santa Sede

Lavorare e pregare per la pace del mondo, obiettivo possibile e doveroso da promuovere con gesti concreti tra uomini e nazioni. Lo ha affermato il Papa durante la Messa in San Pietro dedicata alla SS. Madre di Dio e in occasione della 36.ma Giornata Mondiale della pace.

 

Ieri sera, i primi vespri della solennità mariana e il canto del Te Deum in San Pietro.

 

Oggi in primo piano

Convivenza umana frutto del dialogo e non della violenza. Questo lo spirito delle due marce della pace promosse, a Roma e Cremona, dalla Comunità di Sant’Egidio e da Pax Christi. Interviste con Mario Giro e Riccardo Moro.

 

L’esortazione alla costruzione della pace lanciata da frere Roger ai giovani riuniti a Parigi per l’incontro di Taizé.

 

Il 2003 proclamato dall’Onu “Anno internazionale dell’acqua”. Con noi il prof. Giampiero Maracchi.

 

Chiesa e Società

Il pericolo terrorismo e la minaccia guerra al centro dei messaggi augurali dei rappresentanti dei vari paesi europei.

 

I vescovi del Costa Rica indicano in un documento le esigenze più immediate delle loro comunità.

 

I fuochi d’artificio mietono vittime in varie località del mondo: nel porto messicano di Veracruz 18 morti e 35 feriti.

 

A Nuova Delhi un seminario su Ghandhi, l’apostolo della non violenza.

 

150 giovani a Camaldoli per un fine d’anno diverso dal solito organizzato dalla comunità monastica

 

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IL CORAGGIO DI COSTRUIRE LA PACE SENZA TIMORE,

NELLA CERTEZZA DELL’AIUTO DI DIO.

QUESTO IL MESSAGGIO DI FRERE ROGER AI GIOVANI,

A CONCLUSIONE DELL’INCONTRO DI PARIGI ORGANIZZATO DALLA COMUNITA’ DI TAIZE’

- Servizio di Giuseppe Lanzi -

 

 

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“Succede  spesso che domandiamo a Dio: ‘Dio di misericordia, quale è la chiamata che mi fai per la vita?’ Dio si aspetta da ciascuno di noi che cerchiamo, con un cuore umile, di essere per tutta la vita dei portatori di gioia e di pace, per tutta la vita portatori di una profonda compassione per gli altri. Di fronte ad una tale chiamata, possono rimanere in noi dei momenti di esitazione, nei quali diciamo: ‘Ci sono in me delle fragilità, riuscirò a resistere lungo tutta la vita?’ Allora non dimentichiamo che anche nei momenti di oscurità, Dio ci ripete sempre: ‘Che il vostro cuore non abbia timore. Attraverso lo spirito santo io sono con voi!’”.

 

Questa l’esortazione di frère Roger, fondatore della Comunità di Taizé, fatta agli 80 mila giovani partecipanti alla 25.ma tappa del Pellegrinaggio di Fiducia sulla terra, in corso a Parigi. Una vera e propria chiamata all’assunzione di responsabilità per la costruzione di una società più giusta e più equa. Durante questi giorni di preghiera e riflessione, i giovani pellegrini, provenienti da tutti i Paesi d’Europa, hanno fatto un cammino alla scoperta della vocazione personale di ciascuno. Nelle parrocchie che li hanno accolti, come nei workshops tenutisi in diversi luoghi della capitale francese, la diversità delle lingue e delle culture si è confrontata con la comune chiamata all’essere cristiano e con la specifica modalità di ciascuno di vivere la propria fede nella realtà ove si è chiamati a vivere.

 

Sembrano avere le idee chiare questi giovani, che non si nascondono le difficoltà e prendono coscienza dei loro limiti. In una delle catechesi proposte, un fratello della comunità diceva: “Il dono di Dio è talmente più grande e più forte di quello che siamo noi, che ci fa prendere coscienza dei nostri limiti umani. Non è quindi sorprendente se non ci sentiamo all’altezza del dono di Dio, se a volte esitiamo o non comprendiamo. Possiamo addirittura dire che è un buon segno, a patto che non ci si fermi a quel punto, paralizzati dalla constatazione della propria incapacità”. Alla preghiera di ieri sera, oltre a diversi vescovi e responsabili di chiese evangeliche, era presente alla preghiera l’anziano filosofo Paul Ricoer.

 

I grandi padiglioni della fiera di Parigi accoglieranno ancora oggi due momenti di preghiera comune mentre il nuovo anno sarà salutato dai pellegrini nelle parrocchie che li hanno accolti. E’ ormai una bella tradizione dell’incontro quella di cominciare il nuovo anno con un momento di preghiera per la pace. Dalle 23 alle 24, in tutte le chiese della regione che hanno accolto i giovani, risuoneranno un’altra volta e in tutte le lingue i canti di Taizé, sapendo che la preghiera è una azione concreta contro i pericoli di una guerra che sembra essere considerata da molti inevitabile.

 

Domani la grande macchina organizzativa si rimetterà in moto per permettere, dopo la celebrazione dell’eucarestia nelle parrocchie, la partenza delle migliaia di bus con destinazione tutti i paesi europei. Molto quello che si è seminato in questi cinque giorni a Parigi: da domani, questi stessi giovani, cercheranno di fare germogliare ovunque i semi di speranza che sono stati seminati.

 

 

Da Parigi, per la Radio Vaticana, Giuseppe Lanzi

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