RADIOVATICANA
RADIOGIORNALE
Anno XLVI n. 361 - Testo della Trasmissione di
venerdì 27 dicembre
2002
IL PAPA E LA SANTA
SEDE:
OGGI IN PRIMO
PIANO:
CHIESA E
SOCIETA’:
Il
90 per cento e forse più dei beni di consumo in vendita in Russia sono
contraffatti.
Cresce la tensione tra
Stati Uniti e Corea del Nord dopo la decisione di Pyongyang di riaprire il
reattore di Yongbyon.
Iraq: ventottesima
giornata di ispezioni per gli esperti dell’Onu.
Al via le elezioni
generali in Kenya: dieci milioni di persone alle urne per scegliere il
presidente, il Parlamento e le amministrazioni locali.
UN SEGNO DI SPERANZA PER IL NOSTRO MONDO. IL CORDIALE SALUTO DEL
PAPA
AI
GIOVANI CRISTIANI D’EUROPA, CHE SI RIUNISCONO DA DOMANI A PARIGI
PER
IL 25.MO INCONTRO DELLA COMUNITA’ ECUMENICA DI TAIZE’
-
Servizio di Giuseppe Lanzi -
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“Questo incontro è un segno di
speranza per il nostro mondo e dimostra che la gioventù oggi ha sete di verità,
di felicità, di bellezza e di assoluto, e che cerca di dare un senso alla
propria vita”. “Come il profeta Geremia avranno gli occhi aperti per vedere
sorgere la nuova aurora, la speranza in un avvenire di giustizia e di pace,
d’amore e di riconciliazione, doni di Dio per la nostra Terra, allo sviluppo
della quale ciascuno di noi deve dare il proprio contributo”. Con queste parole
il Santo Padre saluta i giovani che, provenienti da tutti i Paesi europei, si
apprestano a raggiungere Parigi per prendere parte alla 25.ma tappa del
pellegrinaggio di Fiducia sulla Terra, organizzato dalla Comunità di Taizé.
Mentre alla Fiera di Parigi e in
moltissime parrocchie dell’Ile de France fervono gli ultimi preparativi per
l’accoglienza, 80 mila giovani si sono messi in viaggio dai poli estremi
dell’Europa: 7 mila italiani, 28 mila polacchi, 3 mila croati e mille ucraini,
solo per citare alcuni gruppi. Alcuni di loro affrontano viaggi di oltre 2
giorni in autobus. A Parigi verranno accolti dalle parrocchie e dalle famiglie
di tutta la regione. Il programma dell’incontro è molto chiaro: 5 giorni di
preghiera nei quali condividere tutto, dalla gioia di stare insieme, alla
semplicità del cibo, il tutto contornato dalla vitalità tipica degli incontri
giovanili. E’ sorprendente vedere come questi giovani europei, appartenenti a
tutte le confessioni cristiane, accettino questa sorta di sfida lanciata dalla
Comunità di Taizé, la sfida di credere possibile una riconciliazione fra i
cristiani ed una riconciliazione nella famiglia umana. “Sono molti al giorno
d’oggi”, scrive frère Roger, fondatore della Comunità di Taizé “coloro che
desiderano vivere un tempo di fiducia e di speranza”.
Mentre le avanguardie sono già
arrivate, domani Parigi verrà pacificamente invasa da centinaia di autobus, con
le più svariate provenienze. Domani sera il primo grande momento comune, con il
parco delle esposizioni trasformato: tre dei grandi padiglioni diverranno luogo
di preghiera e di scambio. Le preghiere caratterizzate dai tipici canti di Taizé
avranno luogo, in 23 lingue diverse, davanti a grandi dipinti e vetrate
raffiguranti i temi dell’acqua, dell’Incarnazione e della Pentecoste, ispirati
alle vetrate della cattedrale di Chartres. In molte chiese parigine, ma anche al
Senato, in Municipio e alla Sorbona, si terranno gli incontri a tema. Una
ventina i temi: vita interiore e conoscenza di Dio, responsabilità umane e
bellezza come cammino verso Dio. Il giorno 29 sarà il cardinale Jean-Marie
Lustiger a presiedere una celebrazione eucaristica che sarà trasmessa dalla
televisione nazionale francese.
La 25.ma tappa del pellegrinaggio
di Fiducia sulla Terra, oltre al messaggio del Santo Padre, ha ricevuto messaggi
dai patriarchi ortodossi di Costantinopoli e Mosca, come di altri responsabili
di confessioni cristiane. Kofi Annan, segretario generale delle Nazioni Unite,
scrive: “In questo mondo, dove sembra talvolta che l’intolleranza guadagni
sempre più terreno, il vostro incontro offre un messaggio forte di tolleranza e
solidarietà. Ciascuno di noi ha una parte da giocare”. Dopo Budapest,
Barcellona, Varsavia e Milano sarà quest’anno Parigi a trasformarsi in un segno
di speranza.
Da Parigi, per la Radio Vaticana,
Giuseppe Lanzi.
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27 dicembre
2002
IL
BAMBINO GESU’ NASCE SU UNA PANCHINA:
E’ L’ORIGINALE INIZIATIVA
NATALIZIA
DEGLI SCALABRINIANI DI BASSANO.
ALLA MESSA PRESENTE ANCHE
UNA DELEGAZIONE MUSULMANA
DELL’ASSOCIAZIONE “LA PACE”
VENEZIA. = Un’iniziativa non solo
provocatoria, ma anche un’occasione per riflettere sui principi
dell’accoglienza: il Bambino Gesù fatto nascere su una panchina. Il gesto è
opera dei padri Scalabriniani di Bassano. “Noi pensiamo – ha dichiarato padre
Claudio Gnesotto, superiore degli Scalabriniani bassanesi – che se Gesù dovesse
nascere oggi probabilmente verrebbe alla luce su una panchina, che è un simbolo
dell’accoglienza”. L’insolita iniziativa, svolta durante la messa di Natale,
risponde alle ordinanze con le quali i sindaci di due città venete – Treviso e
Vicenza – avevano vietato di sostare sulle panchine dei parchi pubblici, con un
provvedimento che finisce per colpire soprattutto immigrati poveri e persone
senza casa. Così, davanti ai fedeli accorsi nella Chiesa dell’Istituto
missionario, una panchina ha sostituito la mangiatoia e il Bambinello è stato
adagiato sulle assi della panca, assunta a simbolo della Natività e
dell’accoglienza. La messa, celebrata da padre Beniamino Rossi, superiore
europeo degli Scalabriniani, ha visto la partecipazione di circa 400 persone.
Molti gli stranieri presenti. C’era anche una delegazione musulmana
dell’associazione “La Pace”, che collabora da tempo con gli Scalabriniani nel
dialogo interreligioso, e ha così ricambiato la partecipazione dei missionari
vicentini al digiuno dell’ultimo giorno del Ramadan. Commentando la decisione di
far nascere il Bambino su una panchina, padre Gnesotto ha spiegato che con
ordinanze di quel tipo “non si vanno solo a colpire gli immigrati stranieri, ma
anche il nostri ‘disperati’, le persone per le quali le panchine sono l’unico
punto d’appoggio durante la giornata”. L’assistenza agli emigrati è il carattere
distintivo dell’ordine degli Scalabriniani, nato un centinaio di anni. Nei primi
anni del Novecento e nel dopoguerra ha diretto le proprie iniziative a favore
degli italiani emigrati nel mondo, oggi assiste gli immigrati che giungono in
Italia, diventata nel frattempo Paese di immigrazione. Ogni anno l’istituto
bassanese dei missionari scalabriniani accoglie circa 3mila richieste di aiuto.
(S.B.)