RADIOVATICANA

RADIOGIORNALE

Anno XLVI  n. 361 - Testo della Trasmissione di venerdì 27 dicembre 2002

 

Sommario

 

IL PAPA E LA SANTA SEDE:

Un segno di speranza per il nostro mondo. Il cordiale saluto del Papa alle migliaia di giovani cristiani d’Europa e di altri continenti, che si riuniscono da domani a Parigi per il 25.mo Incontro della Comunità ecumenica di Taizé. Messaggi dei Patriarchi Bartolomeo I e Alessio II, e del segretario generale dell’Onu Kofi Annan.

 

OGGI IN PRIMO PIANO:

“Il segreto di Madre Teresa”. Con questo titolo raccolti in un volume gli scritti inediti della grande missionaria dei poveri: intervista con l’autore, Saverio Gaeta.

 

Lanciato a Roma un progetto di artigianato per la Costa d’Avorio, nell’ambito di una campagna del Comitato italiano di Collegamento dei Cattolici per lo sviluppo sostenibile nel Sud del mondo.

 

Tra memoria, preghiera e speranza a San Giuliano di Puglia, il primo Natale dopo la tragedia della scuola che ha travolto 27 bambini e tre donne: con noi, il vescovo di Termoli-Larino, mons. Tommaso Valentinetti.

 

CHIESA E SOCIETA’:

Il Bambino Gesù nasce su una panchina, simbolo di accoglienza: l’originale iniziativa natalizia dei missionari scalabriniani, in un centro del Veneto.

 

Il 90 per cento e forse più dei beni di consumo in vendita in Russia sono contraffatti.

 

Messaggio di speranza e auspicio di solidarietà cristiana nella Lettera di Natale del presidente della Conferenza episcopale argentina.

 

Pesanti intimidazioni contro un attivista dei diritti umani da parte dei vertici militari nella Repubblica democratica del Congo.

 

Per fermare le stragi sulle strade, riscoprire il valore e il rispetto della vita: così il cardinale Ersilio Tonini sulla cruciale questione della sicurezza stradale.

 

24 ORE NEL MONDO:

Cresce la tensione tra Stati Uniti e Corea del Nord dopo la decisione di Pyongyang di riaprire il reattore di Yongbyon.

 

Iraq: ventottesima giornata di ispezioni per gli esperti dell’Onu.

 

Al via le elezioni generali in Kenya: dieci milioni di persone alle urne per scegliere il presidente, il Parlamento e le amministrazioni locali.

 

 

 

UN SEGNO DI SPERANZA PER IL NOSTRO MONDO. IL CORDIALE SALUTO DEL PAPA

AI GIOVANI CRISTIANI D’EUROPA, CHE SI RIUNISCONO DA DOMANI A PARIGI

PER IL 25.MO INCONTRO DELLA COMUNITA’ ECUMENICA DI TAIZE’

- Servizio di Giuseppe Lanzi -

 

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“Questo incontro è un segno di speranza per il nostro mondo e dimostra che la gioventù oggi ha sete di verità, di felicità, di bellezza e di assoluto, e che cerca di dare un senso alla propria vita”. “Come il profeta Geremia avranno gli occhi aperti per vedere sorgere la nuova aurora, la speranza in un avvenire di giustizia e di pace, d’amore e di riconciliazione, doni di Dio per la nostra Terra, allo sviluppo della quale ciascuno di noi deve dare il proprio contributo”. Con queste parole il Santo Padre saluta i giovani che, provenienti da tutti i Paesi europei, si apprestano a raggiungere Parigi per prendere parte alla 25.ma tappa del pellegrinaggio di Fiducia sulla Terra, organizzato dalla Comunità di Taizé.

 

Mentre alla Fiera di Parigi e in moltissime parrocchie dell’Ile de France fervono gli ultimi preparativi per l’accoglienza, 80 mila giovani si sono messi in viaggio dai poli estremi dell’Europa: 7 mila italiani, 28 mila polacchi, 3 mila croati e mille ucraini, solo per citare alcuni gruppi. Alcuni di loro affrontano viaggi di oltre 2 giorni in autobus. A Parigi verranno accolti dalle parrocchie e dalle famiglie di tutta la regione. Il programma dell’incontro è molto chiaro: 5 giorni di preghiera nei quali condividere tutto, dalla gioia di stare insieme, alla semplicità del cibo, il tutto contornato dalla vitalità tipica degli incontri giovanili. E’ sorprendente vedere come questi giovani europei, appartenenti a tutte le confessioni cristiane, accettino questa sorta di sfida lanciata dalla Comunità di Taizé, la sfida di credere possibile una riconciliazione fra i cristiani ed una riconciliazione nella famiglia umana. “Sono molti al giorno d’oggi”, scrive frère Roger, fondatore della Comunità di Taizé “coloro che desiderano vivere un tempo di fiducia e di speranza”.

 

Mentre le avanguardie sono già arrivate, domani Parigi verrà pacificamente invasa da centinaia di autobus, con le più svariate provenienze. Domani sera il primo grande momento comune, con il parco delle esposizioni trasformato: tre dei grandi padiglioni diverranno luogo di preghiera e di scambio. Le preghiere caratterizzate dai tipici canti di Taizé avranno luogo, in 23 lingue diverse, davanti a grandi dipinti e vetrate raffiguranti i temi dell’acqua, dell’Incarnazione e della Pentecoste, ispirati alle vetrate della cattedrale di Chartres. In molte chiese parigine, ma anche al Senato, in Municipio e alla Sorbona, si terranno gli incontri a tema. Una ventina i temi: vita interiore e conoscenza di Dio, responsabilità umane e bellezza come cammino verso Dio. Il giorno 29 sarà il cardinale Jean-Marie Lustiger a presiedere una celebrazione eucaristica che sarà trasmessa dalla televisione nazionale francese.

 

La 25.ma tappa del pellegrinaggio di Fiducia sulla Terra, oltre al messaggio del Santo Padre, ha ricevuto messaggi dai patriarchi ortodossi di Costantinopoli e Mosca, come di altri responsabili di confessioni cristiane. Kofi Annan, segretario generale delle Nazioni Unite, scrive: “In questo mondo, dove sembra talvolta che l’intolleranza guadagni sempre più terreno, il vostro incontro offre un messaggio forte di tolleranza e solidarietà. Ciascuno di noi ha una parte da giocare”. Dopo Budapest, Barcellona, Varsavia e Milano sarà quest’anno Parigi a trasformarsi in un segno di speranza.

 

Da Parigi, per la Radio Vaticana, Giuseppe Lanzi.

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CHIESA E SOCIETA’

27 dicembre 2002

 

 

IL BAMBINO GESU’ NASCE SU UNA PANCHINA:

E’ L’ORIGINALE INIZIATIVA NATALIZIA

DEGLI SCALABRINIANI DI BASSANO. ALLA MESSA PRESENTE ANCHE

UNA DELEGAZIONE MUSULMANA DELL’ASSOCIAZIONE “LA PACE”

 

VENEZIA. = Un’iniziativa non solo provocatoria, ma anche un’occasione per riflettere sui principi dell’accoglienza: il Bambino Gesù fatto nascere su una panchina. Il gesto è opera dei padri Scalabriniani di Bassano. “Noi pensiamo – ha dichiarato padre Claudio Gnesotto, superiore degli Scalabriniani bassanesi – che se Gesù dovesse nascere oggi probabilmente verrebbe alla luce su una panchina, che è un simbolo dell’accoglienza”. L’insolita iniziativa, svolta durante la messa di Natale, risponde alle ordinanze con le quali i sindaci di due città venete – Treviso e Vicenza – avevano vietato di sostare sulle panchine dei parchi pubblici, con un provvedimento che finisce per colpire soprattutto immigrati poveri e persone senza casa. Così, davanti ai fedeli accorsi nella Chiesa dell’Istituto missionario, una panchina ha sostituito la mangiatoia e il Bambinello è stato adagiato sulle assi della panca, assunta a simbolo della Natività e dell’accoglienza. La messa, celebrata da padre Beniamino Rossi, superiore europeo degli Scalabriniani, ha visto la partecipazione di circa 400 persone. Molti gli stranieri presenti. C’era anche una delegazione musulmana dell’associazione “La Pace”, che collabora da tempo con gli Scalabriniani nel dialogo interreligioso, e ha così ricambiato la partecipazione dei missionari vicentini al digiuno dell’ultimo giorno del Ramadan. Commentando la decisione di far nascere il Bambino su una panchina, padre Gnesotto ha spiegato che con ordinanze di quel tipo “non si vanno solo a colpire gli immigrati stranieri, ma anche il nostri ‘disperati’, le persone per le quali le panchine sono l’unico punto d’appoggio durante la giornata”. L’assistenza agli emigrati è il carattere distintivo dell’ordine degli Scalabriniani, nato un centinaio di anni. Nei primi anni del Novecento e nel dopoguerra ha diretto le proprie iniziative a favore degli italiani emigrati nel mondo, oggi assiste gli immigrati che giungono in Italia, diventata nel frattempo Paese di immigrazione. Ogni anno l’istituto bassanese dei missionari scalabriniani accoglie circa 3mila richieste di aiuto. (S.B.)