RADIOVATICANA

RADIOGIORNALE

Anno XLIV n. 363- Testo della Trasmissione di giovedì 28/12/2000

Sommario

- A sorpresa anche oggi l'Angelus del Papa con i fedeli radunati in Piazza San Pietro.

- Particolarmente impegnativo l'Anno giubilare della Congregazione delle Cause dei Santi: intervista con l'arcivescovo Saráiva Martíns.

- Continuano i messaggi natalizi da i microfoni della nostra emittente: oggi quello del Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I .

- A Barcellona il 23.mo incontro giovanile della Comunità ecumenica di Taizé.

- Anche ad Assisi, tradizionale raduno di giovani di fine anno dal titolo: "Navigare verso, contro, oltre".

- Progetto Cernobyl 2001 a favore dei bambini colpiti dalla contaminazione nucleare: ce ne parla Angelo Gentili.

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DA OGGI A BARCELLONA, IL 23.MO RADUNO GIOVANILE

PROMOSSO DALLA COMUNITA' ECUMENICA DI TAIZE',

NEL 60.MO DI FONDAZIONE

- Dal capoluogo della Catalogna, il servizio di Giuseppe Lanzi

e le testimonianze di due partecipanti -

 

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Sono 80.000 e giungono da tutti i Paesi d’Europa. Alcuni hanno affrontato viaggi di oltre 4 giorni per prendere parte alla 23.ma tappa del "Pellegrinaggio di fiducia sulla terra" organizzato dalla Comunità ecumenica di Taizé, fondata 60 anni fa da Frère Roger. Giovani cristiani delle diverse confessioni si trovano per pregare insieme e insieme ritrovare un nuovo slancio per il loro impegno nelle rispettive comunità. Sono tanti e stanno cambiando il volto della città che li accoglie; una accoglienza calorosa che ha impegnato per diversi mesi oltre trecento parrocchie di Barcellona e dei dintorni. Più della metà dei pellegrini saranno ospitati in famiglie che con generosità hanno aperto le loro case per vivere insieme ai giovani 5 giorni davvero speciali, scanditi dai momenti della preghiera comune nei padiglioni della Fiera.

Qui a Barcellona, ancora mentre vi stiamo parlando, continua l’afflusso di autobus da ogni Paese d’Europa. Dalla caduta del muro di Berlino, i partecipanti dai Paesi dell’est sono in costante aumento: su 80.000 partecipanti, circa 35.000 provengono dall’Europa Orientale, secondi solo ai polacchi, che sono 20.000 e raggiungono la capitale catalana con diversi treni speciali e bus. Gli italiani sono 7000; da Milano, che solo due anni fa accoglieva l’incontro europeo, stanno arrivano 1700 giovani. Dieci pullman dalla Russia, mille ucraini, 2800 croati, 2900 rumeni, 2200 sloveni, solo per citare alcune delle provenienze. In notevole aumento la partecipazione di giovani dai Paesi della ex Jugoslavia.

Un capodanno davvero alternativo quello scelto da questi giovani: 5 giorni di condivisione cercando di scoprire insieme il senso dell’essere cristiani oggi e come concretare nella propria vita l’assunzione di responsabilità nelle rispettive comunità.

Questo incontro di giovani cristiani ha ricevuto il messaggio augurale e la benedizione del Santo Padre Giovanni Paolo II, del Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, del Patriarca Alessio II di Mosca e dell’Arcivescovo di Canterbury George Carey. Tra le autorità civili, hanno fatto giungere dei messaggi augurali il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, e il presidente della Commissione Europea, Romano Prodi. L’incontro di quest’anno coincide anche con il 60° anno di fondazione della Comunità ecumenica di Taizé ed il suo fondatore, Frère Roger, pubblica in questa occasione una lettera indirizzata ai giovani dal titolo "Avverti una felicità?". Su questo scritto i giovani ospitati nelle trecento parrocchie di Barcellona formeranno i gruppi di discussione, che sempre seguono il momento di preghiera nelle parrocchie prima di raggiungere la Fiera per la grande preghiera comune.

Inizia così questa straordinaria 23.ma tappa del "Pellegrinaggio di fiducia sulla terra" che, con la sua molteplicità di presenze e di culture rende tangibile la creazione di una umanità riconciliata. La testimonianza di giovani cristiani, che cercano riconciliazione e comunione, trasforma i padiglioni della Fiera di Barcellona in un grande segno di speranza.

Da Barcellona, Giuseppe Lanzi, per la Radio Vaticana.

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Romina di Torino e Pasquale di Reggio Calabria sono due giovani, che più volte hanno partecipato agli incontri di Taizé ed ora intervengono a quello di Barcellona. Li ha raggiunti Adriana Masotti, cominciando da Romina.

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"Ho conosciuto la comunità di Taizé a 17 anni, partecipando all'incontro di Parigi. Da quel momento il tradizionale raduno di fine anno è diventato per me un appuntamento fisso. La cosa che piace di Taizé il messaggio forte di aprirsi al mondo per incontrare l'altro e accettarlo nella sua diversità, insieme all'invito a non rimanere passivi di fronte alle sofferenze altrui. Oggi quello che mi riempie di gioia veramente è che dopo 60 anni di iniziative tante persone, non soltanto del mondo della Chiesa ma anche importanti nel campo della politica, possano riconoscere il lavoro fatto dalla Comunità e che Kofi Annan, segretario generale delle Nazioni Unite, affermi che lo spirito di tolleranza, di fraternità che caratterizza gli incontri di Taizé può essere di esempio per il resto del mondo".

Anche Pasquale è un assiduo frequentatore degli incontri annuali di Taizé: gli abbiamo chiesto che cosa gli piace di più della Comunità…

"Sicuramente il senso di questi fratelli che attorno a Frère Roger hanno costruito in questo paesino della Francia una parabola di comunione degli uomini che sono a servizio di tutti, in preghiera, che non vogliono convertire nessuno, che vogliono soltanto esprimere la loro lode con tutta la vita a questo Dio, che non è niente altro che amore".

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