RADIOVATICANA

RADIOGIORNALE

Anno XLVI  n. 362 - Testo della Trasmissione di sabato 28 dicembre 2002

 

Sommario

 

IL PAPA E LA SANTA SEDE:

La Chiesa e la comunità scientifica unanimi, nell’esprimere scetticismo e condanna per la presunta clonazione di una bambina in America: con noi il vescovo Elio Sgreccia e il prof. Domenico Di Virgilio.

 

Nota della Sala Stampa della Santa Sede sulla possibilità di accedere ai documenti degli Archivi vaticani durante il Pontificato di Papa Pio XI.

 

OGGI IN PRIMO PIANO:

Il pellegrinaggio di Natale in Terra Santa, atto di solidarietà per dire al mondo che la pace è possibile: intervista con il nunzio apostolico Pietro Sambi.

 

Tra canti e preghiere, migliaia di giovani europei da oggi a Parigi, per l’Incontro annuale organizzato dalla Comunità ecumenica di Taizé.

 

Con le elezioni di oggi in Kenya, esce di scena Arap Moy, al potere da 24 anni: uno sguardo alla situazione del Paese africano, con il giornalista Luciano Causa.

 

CHIESA E SOCIETA’:

Una delegazione di vescovi francesi da oggi in Terra Santa, per invocare la pace e incoraggiare i pellegrinaggi.

 

Proteste del Consiglio delle Chiese indiane per atti di violenza contro chiese cristiane.

 

La Caritas del Senegal distribuirà generi alimentari in tutte le diocesi del Paese ai contadini colpiti dalla grave siccità.

 

Atto di vandalismo contro la mostra sui figli dei ‘desaparecidos’ in Argentina, allestita dalle nonne di Plaza de Mayo.

 

A gennaio negli Stati Uniti, “mese di sensibilizzazione sulla povertà in America”.

 

24 ORE NEL MONDO:

“Il vostro sacrificio non metterà fine all’aggressione russa”: così il presidente indipendentista ceceno, rivolto ai ribelli, all’indomani del sanguinoso attentato a Grozny.

 

Violenza in Medio Oriente: alla rioccupazione israeliana dei Territori hanno fatto seguito due attentati.

 

La Corea del Nord annuncia: “Gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica devono lasciare il Paese entro martedì”.

 

  

DA OGGI PARIGI VEDE I SUOI ‘BOULEVARD’ E LE SUE ‘AVENUE’

ANIMATE DA CANTI E PREGHIERE DEI GIOVANI CONVENUTI PER IL CONSUETO INCONTRO DI FINE ANNO

ORGANIZZATO DALLA COMUNITA’ ECUMENICA DI TAIZE’

 

E' iniziata a Parigi la pacifica invasione degli 80.000 giovani partecipanti alla 25.ma tappa de “il pellegrinaggio di fiducia sulla terra”, organizzato dalla Comunità ecumenica di Taizé. Nelle strade della capitale francese risuonano le diverse lingue dei Paesi di provenienza: Albania, Portogallo, Ungheria, Irlanda – per citarne alcuni. Oltre 35 i Paesi europei rappresentati,  con presenze di giovani di altri continenti. A seguire per noi l’incontro, Giuseppe Lanzi.

 

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L'avventura dell'Incontro Europeo di giovani ha avuto inizio con la fondazione, da parte di frère Roger, di una piccola comunità monastica che tenta di aprire delle nuove vie per una riconciliazione tra i cristiani e per superare i conflitti all'interno della famiglia umana. Nell'agosto del 1940, quando aveva 25 anni, si istalla nel villaggio di Taizé dove viene presto raggiunto da altri giovani che condividono i suoi ideali. Nel 1949 alcuni di loro si impegnano per tutta la vita nella vita comune, nel celibato ed in una grande semplicità di vita. All'inizio si tratta di fratelli provenienti da diverse Chiese evangeliche, ma ben presto fratelli cattolici si uniscono alla comunità. Oggi i fratelli della Comunità di Taizé provengono da 25 diverse nazioni. La maggior parte di loro vive ancora a Taizé mentre alcuni di loro condividono le condizioni di vita dei quartieri più poveri in Asia, Africa e America Latina. Dal 1962, nella più grande discrezione, dei fratelli di Taizé hanno viaggiato nei Paesi dell'Europa dell'Est  per essere vicini a coloro che erano immobilizzati all'interno delle frontiere dei loro Paesi..

 

“Il pellegrinaggio di fiducia sulla terra", iniziato 25 anni fa, ha toccato moltissime città europee: Londra, Budapest, Barcellona, Varsavia, Stoccarda, Milano; ogni anno in una città diversa per sostenere i giovani nei loro Paesi e, per "ricambiare la visita che i giovani fanno a Taizé". Sebbene siano ormai un numero incalcolabile i giovani che avvicinano la Comunità, il pellegrinaggio di fiducia non organizza i giovani in nessun movimento ma li invita ad essere creatori di pace, riconciliazione e fiducia nelle loro città, nelle loro Chiese locali coinvolgendo in questo cammino le persone di qualsiasi età: dai bambini agli anziani.

 

I punti cardine degli incontri europei sono i momenti della preghiera comune e la lettera che frère Roger scrive ai giovani e che viene tradotta in 58 lingue.

 

Con l'arrivo dei giovani, Parigi diviene il cuore dell'Europa; non l'Europa dell'economia e dei grandi capitali, ma una Europa di persone che si riconoscono nella comune origine di discepoli di Cristo. Una Europa che non azzera le differenze ma che riesce a considerarle un valore che può arricchire tutti. E se Parigi diviene il cuore dell'Europa, il Parco delle Esposizioni, con i grandi padiglioni trasformati, per l’occasione in luoghi di preghiera, diviene il centro di questa Parigi.

 

La particolarità di questo incontro non ha lasciato insensibili nemmeno le autorità pubbliche. Il sindaco di Parigi - Bertrand Delanoe - nella sua lettera indirizzata ai giovani partecipanti scrive: "Nel momento in cui i Quindici scelgono di aprire l'Unione ai Paesi dell'Europa centrale, la Città di Parigi è felice di acco-gliere i giovani Europei che partecipano al 25.mo incontro annuale organizzato dalla comunità di Taizé. Questa iniziativa attesta che se l'Europa dei popoli si delinea, quella dei giovani esiste già ed è già in marcia, portata dal desiderio di un avvenire più solidale e fraterno. (...) Mi auguro che il vostro soggiorno sia ricco di scoperte ed incontri che vi permettano di costruire, insieme, una società più giusta e più tollerante".

 

Sebbene l'incontro sia annunciato da tempo, questa mattina Parigi si è trovata sorpresa da questa presenza di giovani, armati solo di zaino e tanti strumenti musicali, che ha riempito metropolitane e autobus. La gioia e la sem-plicità dei giovani ha però conquistato tutti, al punto che, sebbene sia troppo tardi, ancora arrivano telefonate di persone che vorrebbero accogliere nelle loro case uno o due giovani.

 

Questo ormai sarà Parigi per i prossimi giorni: una città piena di giovani che con la loro voglia di vivere e magari nella semplicità di un canto, chiedono di poter assumere le loro responsabilità in questa nostra società.

 

Da Parigi, per la Radio Vaticana, Giuseppe Lanzi.

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