RADIOVATICANA

RADIOGIORNALE

Anno XLVI  n. 364 - Testo della Trasmissione di lunedì30 dicembre 2002

 

Sommario

 

IL PAPA E LA SANTA SEDE:

Il Papa presiederà domani pomeriggio nella Basilica Vaticana i primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, con il tradizionale “Te Deum” di fine anno. Il 1° gennaio, Giornata Mondiale della Pace, nel segno della memorabile enciclica “Pacem in Terris” di Giovanni XXIII: intervista con il portavoce francescano di Assisi, padre Enzo Fortunato.

 

Quindici anni fa, Giovanni Paolo II firmava la sua settima enciclica, “Sollicitudo rei socialis”, sullo sviluppo e la pace.

 

La prossima pubblicazione di un nuovo poema del Pontefice, confermata dalla Sezione polacca della Segreteria di Stato.

 

OGGI IN PRIMO PIANO:

Il saluto del cardinale Jean Marie Lustiger alle migliaia di giovani europei convenuti a Parigi per il 25.mo Incontro della Comunità ecumenica di Taizé.

 

Una raccolta di scritti sul Natale, pubblicata dalle Edizioni San Paolo: con noi, l’autrice Franca Zambonini.

 

CHIESA E SOCIETA’:

In Australia tornano in primo piano i discussi centri di detenzione per richiedenti asilo.

 

L’anziano religioso saveriano padre Domenico Nicoliello, 82enne, lancia il progetto di una nuova missione in Sierra Leone, con un centro per i giovani, intitolati al beato Guido Conforti, fondatore dell’Istituto.

 

Nella Repubblica Democratica del Congo, rinviato al 7 gennaio il verdetto del processo per l’omicidio dell’ex presidente Laurent Désiré Kabila.

 

In Bolivia i popoli indigeni e il Centro dei gesuiti per i campesinos rilanciano la campagna per l’assegnazione delle terre alle comunità autoctone.

 

Verrà ultimato nel prossimo anno il progetto per la costruzione della struttura metallica  destinata alla copertura di un reattore della centrale nucleare di Chernobyl.

 

24 ORE NEL MONDO:

Mwai Kibaki è il nuovo presidente del Kenya. Ha giurato oggi davanti ad una folla di 150 mila persone assiepate nella piazza centrale di Nairobi.

 

Continuano le ispezioni Onu in Iraq mentre gli Stati Uniti dispiegano le forze militari, ancora  tensione in Corea del Nord sul disarmo atomico.

 

Aumentano in Venezuela i venti di protesta contro il presidente Chavez, l’opposizione organizza nuove contestazioni.

 

 OGGI IN PRIMO PIANO

30 dicembre 2002

 

 

QUASI 100.MILA GIOVANI EUROPEI IN PREGHIERA A PARIGI, PER IL 25.MO INCONTRO DELLA COMUNITA’ ECUMENICA DI TAIZE’

 

- Dalla capitale francese il servizio di Giuseppe Lanzi -

 

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"Amici miei, fratelli e sorelle, per l'Europa, i cui popoli nel passato hanno ricevuto la gioia del Vangelo, eccovi messaggeri che il Cristo invia. Voi siete i depositari del suo unico tesoro: l'Amore di Gesù, Messia che toglie il peccato del mondo, la speranza di tutti i popoli. Guarite le ferite del passato. Là dove è odio, mostrate la forza dell'amore. Condividete le ricchezze che il nostro Padre nei Cieli vi ha affidato. Avanzate arditamente verso il futuro!".

 

Con queste parole il cardinale Jean-Marie Lustiger, prendendo parte alla preghiera comune della sera, ha esortato gli 80.000 partecipanti alla 25.ma tappa del ”pellegrinaggio di fiducia sulla terra” organizzato a Parigi dalla Comunità di Taizé.

 

"E' a voi - ha continuato l'arcivescovo di Parigi - che Dio ha affidato il segreto della vita, il segreto dell'Amore, Gesù suo figlio e nostro fratello. Avanzate arditamente verso il futuro; Gesù è sempre con voi fino alla fine del mondo".

 

Nel più assoluto silenzio, i giovani pellegrini hanno ascoltato le parole del cardinale, ritradotte in diverse lingue, dall'italiano al russo, dal portoghese al bulgaro, dal tedesco al lettone.

 

Durante la preghiera comune, come ormai tradizione, frère Roger, fondatore della comunità di Taizé, ha preso la parola ed ha parlato proprio della preghiera con il canto: "Quando ci riuniamo per pregare, cantare insieme ci sostiene incomparabilmente. Il canto è una delle più belle espressioni di una vita di comunione con Dio. La bellezza di una preghiera cantata può farci avanzare verso un cambiamento della nostra persona e una gioia serena può esserci donata. Quando preghiamo soli - ha continuato frère Roger - a volte le nostre parole sono povere e maldestre. Noi diciamo a Dio ciò che abbiamo nel cuore, le nostre inquietudini come le nostre gioie. A volte taciamo e restiamo semplicemente in silenzio alla presenza di Dio".

 

Tutte le preghiere di Taizé prevedono un momento di silenzio: sette, dieci minuti di assoluto silenzio, nel quale è possibile sentire quasi la forza della preghiera. E' impressionante vedere decine di migliaia di giovani, in ginocchio o seduti a terra, semplicemente in silenzio davanti a delle icone o delle vetrate con raffigurazioni sacre.

 

Sono giovani normali, sono quelli che frequentano le nostre parrocchie, o che magari non vengono nemmeno nelle parrocchie ma che si interrogano sul loro futuro, che si sentono responsabili del futuro di questa Europa, che non accettano essere limitata alla moneta comune ed alla economia. Anche questi sono temi affrontati durante questi giorni di incontri. Sembra veramente di vedere una massa di giovani uomini e giovani donne, che non vogliono più essere spettatori ma, assumendo delle responsabilità nel contesto dove sono chiamati a vivere, vogliono decisamente fare la loro parte.

 

E' questa una delle cose più interessanti dell'incontro di Taizé: nella folla, magari facendo i più umili servizi, trovi la ragazza polacca che studia in Francia, il giovane italiano cooperatore in Kosovo, un ex viceministro francese ed un ex presidente della corte costituzionale ungherese... tutti uniti, nella più totale diversità, dall'ideale cristiano; tutti convinti che per fare una vera unione europea, sia necessario ripartire dalle origini che, in Europa, non possono che essere cristiane. Si incontrano giovani dappertutto e si sentono canti in tutte le lingue sia sugli autobus che per le strade. Terminata la preghiera della sera, quando 80, forse 100.000 persone lasciano la fiera è veramente un fiume che invade Parigi.

 

Da Parigi, per la Radio Vaticana,  Giuseppe Lanzi.

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