RADIOVATICANA
RADIOGIORNALE
Anno XLVI n. 364 - Testo della Trasmissione di
lunedì30 dicembre
2002
IL PAPA E LA SANTA
SEDE:
OGGI IN PRIMO
PIANO:
CHIESA E
SOCIETA’:
In
Australia tornano in primo piano i discussi centri di detenzione per richiedenti
asilo.
Mwai Kibaki è
il nuovo presidente del Kenya. Ha giurato oggi davanti ad una folla di 150 mila
persone assiepate nella piazza centrale di Nairobi.
Continuano le
ispezioni Onu in Iraq mentre gli Stati Uniti dispiegano le forze militari,
ancora tensione in Corea del Nord
sul disarmo atomico.
Aumentano in Venezuela i
venti di protesta contro il presidente Chavez, l’opposizione organizza nuove
contestazioni.
OGGI
IN PRIMO PIANO
QUASI 100.MILA GIOVANI EUROPEI IN PREGHIERA A PARIGI, PER IL 25.MO
INCONTRO DELLA COMUNITA’ ECUMENICA DI TAIZE’
-
Dalla capitale francese il servizio di Giuseppe Lanzi -
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"Amici
miei, fratelli e sorelle, per l'Europa, i cui popoli nel passato hanno ricevuto
la gioia del Vangelo, eccovi messaggeri che il Cristo invia. Voi siete i
depositari del suo unico tesoro: l'Amore di Gesù, Messia che toglie il peccato
del mondo, la speranza di tutti i popoli. Guarite le ferite del passato. Là dove
è odio, mostrate la forza dell'amore. Condividete le ricchezze che il nostro
Padre nei Cieli vi ha affidato. Avanzate arditamente verso il
futuro!".
Con
queste parole il cardinale Jean-Marie Lustiger, prendendo parte alla preghiera
comune della sera, ha esortato gli 80.000 partecipanti alla 25.ma tappa del
”pellegrinaggio di fiducia sulla terra” organizzato a Parigi dalla Comunità di
Taizé.
"E' a
voi - ha continuato l'arcivescovo di Parigi - che Dio ha affidato il segreto
della vita, il segreto dell'Amore, Gesù suo figlio e nostro fratello. Avanzate
arditamente verso il futuro; Gesù è sempre con voi fino alla fine del mondo".
Nel
più assoluto silenzio, i giovani pellegrini hanno ascoltato le parole del
cardinale, ritradotte in diverse lingue, dall'italiano al russo, dal portoghese
al bulgaro, dal tedesco al lettone.
Durante
la preghiera comune, come ormai tradizione, frère Roger, fondatore della
comunità di Taizé, ha preso la parola ed ha parlato proprio della preghiera con
il canto: "Quando ci riuniamo per pregare, cantare insieme ci sostiene
incomparabilmente. Il canto è una delle più belle espressioni di una vita di
comunione con Dio. La bellezza di una preghiera cantata può farci avanzare verso
un cambiamento della nostra persona e una gioia serena può esserci donata.
Quando preghiamo soli - ha continuato frère Roger - a volte le nostre parole
sono povere e maldestre. Noi diciamo a Dio ciò che abbiamo nel cuore, le nostre
inquietudini come le nostre gioie. A volte taciamo e restiamo semplicemente in
silenzio alla presenza di Dio".
Tutte
le preghiere di Taizé prevedono un momento di silenzio: sette, dieci minuti di
assoluto silenzio, nel quale è possibile sentire quasi la forza della preghiera.
E' impressionante vedere decine di migliaia di giovani, in ginocchio o seduti a
terra, semplicemente in silenzio davanti a delle icone o delle vetrate con
raffigurazioni sacre.
Sono
giovani normali, sono quelli che frequentano le nostre parrocchie, o che magari
non vengono nemmeno nelle parrocchie ma che si interrogano sul loro futuro, che
si sentono responsabili del futuro di questa Europa, che non accettano essere
limitata alla moneta comune ed alla economia. Anche questi sono temi affrontati
durante questi giorni di incontri. Sembra veramente di vedere una massa di
giovani uomini e giovani donne, che non vogliono più essere spettatori ma,
assumendo delle responsabilità nel contesto dove sono chiamati a vivere,
vogliono decisamente fare la loro parte.
E'
questa una delle cose più interessanti dell'incontro di Taizé: nella folla,
magari facendo i più umili servizi, trovi la ragazza polacca che studia in
Francia, il giovane italiano cooperatore in Kosovo, un ex viceministro francese
ed un ex presidente della corte costituzionale ungherese... tutti uniti, nella
più totale diversità, dall'ideale cristiano; tutti convinti che per fare una
vera unione europea, sia necessario ripartire dalle origini che, in Europa, non
possono che essere cristiane. Si incontrano giovani dappertutto e si sentono
canti in tutte le lingue sia sugli autobus che per le strade. Terminata la
preghiera della sera, quando 80, forse 100.000 persone lasciano la fiera è
veramente un fiume che invade Parigi.
Da
Parigi, per la Radio Vaticana,
Giuseppe Lanzi.
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