RADIOVATICANA

RADIOGIORNALE

Anno XLIV n. 366- Testo della Trasmissione di domenica 31/12/2000

Sommario

- La Famiglia, piccola "chiesa domestica", nelle parole del Papa all'Angelus di fine Millennio. Questa sera la Veglia di preghiera e a mezzanotte la benedizione "Urbi et Orbi"

- Nel Messaggio del Santo Padre per la Giornata mondiale della Pace di domani, il dialogo interculturale indicato come via obbligata per costruire una civiltà dell'amore e della pace

- Cristiani, fedeli di altre religioni e non credenti, uniti stasera ad Assisi per la Marcia della pace di fine anno: ce ne parla Antonio Dell'Olio.

- Tragici attentati stamane all'alba in Cisgiordania allontanano la pace in Medio Oriente.

- Barcellona saluterà domani gli 80 mila giovani di tutto il mondo, che hanno partecipato all'Incontro ecumenico, organizzato dalla Comunità di Taizé

- Finisce il XX secolo. 100 anni di avvenimenti tra luci ed ombre, che si proiettano sul Terzo Millennio: intervista con lo storico Roberto Vivarelli

- Domani primo gennaio, inizia la Presidenza di turno della Svezia alla guida dell'Unione europea

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BARCELLONA SALUTERA' DOMANI GLI 80 MILA GIOVANI

DI TUTTO IL MONDO, CHE HANNO PARTECIPATO PER 5 GIORNI ALL'INCONTRO ECUMENICO DELLA COMUNITA' DI TAIZE

- Servizio di Giuseppe Lanzi -

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Continua a Barcellona la 23.esima tappa del pellegrinaggio di fiducia sulla terra organizzato dalla Comunità di Taize e che terminerà domani. Ieri, gli oltre 80.000 partecipanti si sono riuniti per celebrare gli incontri regionali per lingua, tenutisi in diversi luoghi di Barcellona, e riflettere insieme sul come poter vivere lo spirito di questi incontri internazionali nel luoghi di origine, avendo il coraggio di assumersi delle responsabilità.

Negli incontri per Paese sono presentati esempi concreti di persone che hanno assunto responsabilità concrete nella loro realtà sociale come un giovane impegnato in un progetto a favore dei bambini vittime delle mine in Kosovo, o altri giovani impegnati nell’assistenza dei malati di cancro nel principale ospedale di Varsavia o altri impegnati in un centro di accoglienza a Barcellona.

Una caratteristica specifica della Comunità di Taizé, da sempre, è quello di accogliere chiunque bussi alla sua porta ma senza radunare i giovani in una associazione o un movimento; i fratelli sempre sottolineano che chi avesse trovato negli incontri internazionali o nei periodi a Taizé qualcosa di buono, è chiamato a viverlo nella sua famiglia, nella sua parrocchia, nella sua realtà sociale. Per sostenersi vicendevolmente in queste assunzioni di responsabilità, in diverse città europee hanno luogo delle periodiche preghiere che danno continuità agli incontri europei.

Alla preghiera comune di ieri sera, sono intervenuti l’Arcivescovo di Barcellona, cardinale Ricard, l’Abate di Montserrat Josep Maria Soler, dei rappresentanti di altre confessioni cristiane ed il presidente del Governo Catalano Jordi Pujol. Il Patriarca Ortodosso Alessio II ha inviato un rappresentante ad accompagnare i 10 bus di giovani provenienti da Mosca. Questa mattina, in tutte le parrocchie che accolgono, si è celebrata l’eucaristia in diverse lingue; la celebrazione nella Basilica di Santa Maria del Mare è stata trasmessa in diretta dalle televisioni Spagnole e Francese.

La discreta presenza di Polizia e Guardia Urbana vigila sulla sicurezza dell’incontro mentre migliaia di volontari danno indicazioni per l’utilizzo dei mezzi di trasporto, la distribuzione dei pasti o l’afflusso nei padiglioni di preghiera. Nelle stazioni di treni e metro continuano a risuonare annunci in varie lingue eseguiti da volontari messi a disposizione dall’organizzazione dell’Incontro.

Come ormai tradizione a questi incontri, il nuovo anno verrà salutato con delle veglie di preghiera per la pace nelle parrocchie. La festa delle nazioni seguente, permetterà di celebrare le differenze condividendo le distinte manifestazioni di cultura popolare. Il pranzo nelle famiglie sarà la conclusione dell’incontro. E’ forse uno degli aspetti più toccanti dell’incontro: l’accoglienza delle famiglie crea dei legami che vanno ben oltre i 5 giorni dell’incontro. Nascono delle amicizie che, oltre al valore specifico dei rapporti interpersonali, creano una sorta di legame amichevole tra i diversi popoli europei che li fa riconoscere fratelli al di la delle differenze culturali esistenti. Tra i vari modi di costruire una casa comune europea, questo è forse uno dei più efficaci.

Da Barcellona per la Radio Vaticana Giuseppe Lanzi

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