RADIOVATICANA

RADIOGIORNALE

Anno XLVI  n. 365 - Testo della Trasmissione di martedì 31 dicembre 2002

 

Sommario

 

IL PAPA E LA SANTA SEDE:

Notte di Capodanno in preghiera e adorazione per Giovanni Paolo II, che stasera presiederà i Vespri e la recita del Te Deum. Domani la Messa nella Basilica di San Pietro per la Giornata mondiale della pace: i commenti di padre Pasquale Borgomeo e dell’arcivescovo  Renato Martino.

 

OGGI IN PRIMO PIANO:

Una panoramica sulla vita della Chiesa nell’anno passato tra segni di speranza e nuove pressanti sfide: intervista con Orazio Petrosillo.

 

L’Euro compie un anno: l’inflazione è cresciuta ma senza la moneta unica, come avrebbe reagito il Vecchio continente alla crisi economica? Ai nostri microfoni Paolo Landi, Marco Venturi, Luigi Campiglio e Giancarlo Lombardi.

 

Risuoneranno stanotte a Parigi i canti e le preghiere dei giovani cristiani europei, convocati dalla Comunità di Taizé.

 

CHIESA E SOCIETA’:

Il 2003 sarà “l’Anno internazionale dell’acqua” e “l’Anno europeo dei disabili”.

 

Questa sera si svolgerà a Cremona la marcia per la pace.

 

In Corea del Sud otto denominazioni cristiane hanno annunciato la costituzione di un nuovo Consiglio ecumenico nazionale cui aderisce anche la Chiesa cattolica.

 

Domani 1° gennaio, si svolgerà a Roma la Marcia per la pace promossa dalla Comunità di sant’Egidio.

 

“Ci sarà sempre posto per la Chiesa cattolica nella nuova Somalia”: così ha rassicurato il presidente del governo di transizione somalo, Salad Cabdigaasim.

 

Negli Stati Uniti sette anziane suore del Sacro Cuore di Maria scendono per strada ogni giorno per esprimere il loro pacifismo e la loro condanna ad una eventuale guerra all’Iraq.

 

24 ORE NEL MONDO:

Le Nazioni Unite approvano sanzioni più dure contro il regime di Saddam, mentre Mosca sposta alcune navi nel Golfo.

 

Si inasprisce la crisi in Venezuela dopo l’arresto del generale Carlos Alfonso Martinez.

 

Rinviato a data da destinarsi il ‘cessate il fuoco’ che doveva entrare in vigore ieri in Burundi.

 

 

 

RISUONERANNO STANOTTE A PARIGI I CANTI E LE PREGHIERE

DEI GIOVANI CRISTIANI EUROPEI, CONVOCATI DALLA COMUNITA’ DI TAIZE’ ,

PER VARCARE INSIEME LA SOGLIA DEL NUOVO ANNO,

CON L’IMPEGNO DI ESSERE SEMI DI GIOIA E DI PACE

- Servizio di Giuseppe Lanzi -

 

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“Succede  spesso che domandiamo a Dio: “Dio di misericordia, quale è la chiamata che mi fai per la vita?”. Dio si aspetta da ciascuno di noi che cerchiamo, con un cuore umile, di essere per tutta la vita portatori di gioia e di pace, sì, tutta la vita portatori di una profonda compassione per gli altri. Di fronte ad una tale chiamata, possono rimanere in noi dei momenti di esitazione dove ci diciamo: “Ci sono in me delle fragilità, riuscirò a resistere lungo tutta la vita?”. Allora non dimentichiamo: anche nei momenti di oscurità, Dio ci ripete sempre: “Che il vostro cuore non abbia timore. Attraverso lo spirito santo io sono con voi!”.

 

Questa l’esortazione di frère Roger, fondatore della Comunità di Taizé, fatta agli 80 mila giovani partecipanti alla 25.ma tappa del Pellegrinaggio di fiducia sulla Terra in corso a Parigi. Una vera e propria chiamata all’assunzione di responsabilità per la costruzione di una società più giusta e più equa.

 

Durante questi giorni di preghiera e riflessione, i giovani pellegrini, provenienti da tutti i Paesi d’Europa, hanno fatto un cammino alla scoperta della vocazione personale di ciascuno. Nelle parrocchie che li hanno accolti, come nei workshops tenutisi in diversi luoghi della capitale francese, la diversità delle lingue e delle culture si è confrontata con la comune chiamata all’essere cristiano e con la specifica modalità di ciascuno di vivere la propria fede nella realtà ove si è chiamati a vivere.

 

Sembrano avere le idee chiare questi giovani, che non si nascondono le difficoltà e prendono coscienza dei loro limiti; in una delle catechesi proposte, un fratello della comunità diceva: “Il dono di Dio è talmente più grande e più forte di quello che siamo noi, che ci fa prendere coscienza dei nostri limiti umani. Non è quindi sorprendente se non ci sentiamo all’altezza del dono di Dio, se a volte esitiamo o non comprendiamo. Possiamo addirittura dire che è un buon segno, a patto che non ci si fermi a quel punto, paralizzati dalla constatazione della propria incapacità”.

 

Alla preghiera di ieri sera, oltre a diversi vescovi e responsabili di Chiese evangeliche, era presente l’anziano filosofo Paul Ricoer.

 

I grandi padiglioni della fiera di Parigi accoglieranno ancora oggi due momenti di preghiera comune, mentre il nuovo anno sarà salutato dai pellegrini nelle parrocchie che li hanno accolti. E’ ormai una bella tradizione dell’incontro quella di cominciare il nuovo anno con un momento di preghiera per la pace. Dalle 23 alle 24, in tutte le chiese della regione che hanno accolto i giovani risuoneranno un’altra volta i canti di Taizé in tutte le lingue, sapendo che la preghiera è una azione concreta contro i pericoli di una guerra che sembra essere considerata da molti inevitabile.

 

Domani la grande macchina organizzativa si rimetterà in moto per permettere, dopo la celebrazione dell’eucaristia nelle parrocchie, la partenza delle migliaia di bus con destinazione tutti i Paesi europei.

 

Molto quello che si è seminato in questi cinque giorni a Parigi; da domani, questi stessi giovani, cercheranno di fare germogliare ovunque questi semi di speranza che sono stati seminati.

 

Da Parigi, per la Radio Vaticana, Giuseppe Lanzi.

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