RADIOVATICANA
RADIOGIORNALE
Anno XLVI n. 365 - Testo della Trasmissione di
martedì 31 dicembre
2002
IL PAPA E LA SANTA
SEDE:
OGGI IN PRIMO
PIANO:
CHIESA E
SOCIETA’:
Il
2003 sarà “l’Anno internazionale dell’acqua” e “l’Anno europeo dei
disabili”.
Questa
sera si svolgerà a Cremona la marcia per la pace.
Domani
1° gennaio, si svolgerà a Roma la Marcia per la pace promossa dalla Comunità di
sant’Egidio.
Le Nazioni Unite approvano
sanzioni più dure contro il regime di Saddam, mentre Mosca sposta alcune navi
nel Golfo.
Si inasprisce la crisi in
Venezuela dopo l’arresto del generale Carlos Alfonso Martinez.
Rinviato
a data da destinarsi il ‘cessate il fuoco’ che doveva entrare in vigore ieri in
Burundi.
RISUONERANNO STANOTTE A PARIGI I CANTI E LE
PREGHIERE
DEI
GIOVANI CRISTIANI EUROPEI, CONVOCATI DALLA COMUNITA’ DI TAIZE’
,
PER
VARCARE INSIEME LA SOGLIA DEL NUOVO ANNO,
CON
L’IMPEGNO DI ESSERE SEMI DI GIOIA E DI PACE
-
Servizio di Giuseppe Lanzi -
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“Succede spesso che domandiamo a Dio: “Dio di
misericordia, quale è la chiamata che mi fai per la vita?”. Dio si aspetta da
ciascuno di noi che cerchiamo, con un cuore umile, di essere per tutta la vita
portatori di gioia e di pace, sì, tutta la vita portatori di una profonda
compassione per gli altri. Di fronte ad una tale chiamata, possono rimanere in
noi dei momenti di esitazione dove ci diciamo: “Ci sono in me delle fragilità,
riuscirò a resistere lungo tutta la vita?”. Allora non dimentichiamo: anche nei
momenti di oscurità, Dio ci ripete sempre: “Che il vostro cuore non abbia
timore. Attraverso lo spirito santo io sono con voi!”.
Questa l’esortazione di frère
Roger, fondatore della Comunità di Taizé, fatta agli 80 mila giovani
partecipanti alla 25.ma tappa del Pellegrinaggio di fiducia sulla Terra in corso
a Parigi. Una vera e propria chiamata all’assunzione di responsabilità per la
costruzione di una società più giusta e più equa.
Durante questi giorni di preghiera
e riflessione, i giovani pellegrini, provenienti da tutti i Paesi d’Europa,
hanno fatto un cammino alla scoperta della vocazione personale di ciascuno.
Nelle parrocchie che li hanno accolti, come nei workshops tenutisi in
diversi luoghi della capitale francese, la diversità delle lingue e delle
culture si è confrontata con la comune chiamata all’essere cristiano e con la
specifica modalità di ciascuno di vivere la propria fede nella realtà ove si è
chiamati a vivere.
Sembrano avere le idee chiare
questi giovani, che non si nascondono le difficoltà e prendono coscienza dei
loro limiti; in una delle catechesi proposte, un fratello della comunità diceva:
“Il dono di Dio è talmente più grande e più forte di quello che siamo noi, che
ci fa prendere coscienza dei nostri limiti umani. Non è quindi sorprendente se
non ci sentiamo all’altezza del dono di Dio, se a volte esitiamo o non
comprendiamo. Possiamo addirittura dire che è un buon segno, a patto che non ci
si fermi a quel punto, paralizzati dalla constatazione della propria
incapacità”.
Alla preghiera di ieri sera, oltre
a diversi vescovi e responsabili di Chiese evangeliche, era presente l’anziano
filosofo Paul Ricoer.
I grandi padiglioni della fiera di
Parigi accoglieranno ancora oggi due momenti di preghiera comune, mentre il
nuovo anno sarà salutato dai pellegrini nelle parrocchie che li hanno accolti.
E’ ormai una bella tradizione dell’incontro quella di cominciare il nuovo anno
con un momento di preghiera per la pace. Dalle 23 alle 24, in tutte le chiese
della regione che hanno accolto i giovani risuoneranno un’altra volta i canti di
Taizé in tutte le lingue, sapendo che la preghiera è una azione concreta contro
i pericoli di una guerra che sembra essere considerata da molti
inevitabile.
Domani la grande macchina
organizzativa si rimetterà in moto per permettere, dopo la celebrazione
dell’eucaristia nelle parrocchie, la partenza delle migliaia di bus con
destinazione tutti i Paesi europei.
Molto quello che si è seminato in
questi cinque giorni a Parigi; da domani, questi stessi giovani, cercheranno di
fare germogliare ovunque questi semi di speranza che sono stati
seminati.
Da Parigi, per la Radio Vaticana,
Giuseppe Lanzi.
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